Un anno fa veniva approvata in Consiglio la legge di riordino dell’edilizia popolare regionale. Dopo un anno quali benefici concreti per gli inquilini delle case ALER?

Purtroppo i risultati concreti sono ancora pochissimi. La Giunta ha predisposto solo qualche giorno fa una proposta di Regolamento sulle assegnazioni.
Ma il problema dell’abitazione, come evidenziavo fin nel mio intervento in aula, non può tollerare ritardi e soprattutto deve essere affrontato coinvolgendo gli Enti locali e con uno stanziamento adeguato di risorse per garantire la qualità dell’abitare.

Inoltre, la piattaforma informatica sulla quale dovrà essere realizzata la sperimentazione nei prossimi mesi, è ancora tutta da scrivere e da verificare.
È un dato di fatto, e molti amministratori ce lo segnalano: il sistema dell’offerta pubblica dell’abitare non è più adeguato alle esigenze dei territori e delle tante richieste dei cittadini.

Quello che si coglie immediatamente dalla lettura del testo normativo è che si è voluta fare un’operazione squisitamente ideologica riproponendo un sistema di attribuzione dei punteggi che penalizza proprio le famiglie che versano nelle più gravi condizioni di emergenza abitativa e sociale e quelle più povere. È contrario alle finalità proprie dell’edilizia popolare prevedere il limite del 20% del numero delle famiglie con reddito basso che possono accedere all’assegnazione di un alloggio. Così come è di dubbia legittimità introdurre in modo rilevante nell’attribuzione del punteggio la condizione di maggiore durata della residenza sia sul territorio regionale sia su quello comunale.

Ecco in allegato il testo della proposta di Regolamento sulle assegnazioni presentato dala Giunta.