È stato approvato oggi in Consiglio il progetto di legge sulla “gestione faunistico-venatoria del cinghiale e recupero degli ungulati feriti“. Si tratta di un provvedimento molto atteso, non solo dalle associazioni agricole, ma anche da molti sindaci, che hanno visto i propri comuni interessati dai danni causati dai cinghiali. Complici una concatenazione di fattori quali le estati spesso più siccitose e la scarsa disponibilità di cibo, in questi anni intere colonie di cinghiali si sono spinte sempre più in prossimità dei centri abitati, provocando danni rilevanti non solo all’agricoltura e ad altre attività economiche come il turismo, ma anche alla circolazione e, in alcuni casi, all’incolumità delle persone. Ho partecipato al gruppo di lavoro promosso dalla Commissione agricoltura su questo tema, che ho sempre seguito con attenzione. Già nel settembre del 2015 infatti presentavo un’interrogazione per chiedere all’assessore all’agricoltura quali azioni la Regione intendesse mettere in atto per affrontare in maniera risolutiva la questione dei danni causati dai cinghiali.

Dal 2004 al 2015 sono stati registrati oltre 6.500 eventi dannosi causati dai cinghiali alle produzioni agricole in Lombardia e a titolo di indennizzo sono stati erogati oltre 2,5 milioni di euro.

Il PDL prevede anche l’incremento, fissandola al 30%, della quota di compartecipazione all’indennizzo dei danni e alle opere di prevenzione a carico dei Comitati di gestione degli ambiti territoriali (ATC) e dei Comprensori alpini di caccia (CAC) . Il progetto di legge disciplina inoltre l’utilizzo e la valorizzazione della carne di cinghiale, promuovendo altresì attività di beneficenza alimentare mediante la destinazione di una quota dei capi di cinghiali abbattuti alle associazioni locali attive nel campo della solidarietà sociale. Sono infine previste sanzioni amministrative per l’immissione o l’allevamento abusivo di cinghiali.
Il progetto di legge tiene conto di gran parte dei contributi forniti dai diversi soggetti ascoltati nel corso dei lavori. Si tratta di un primo importante passo che viene incontro a un problema non più rinviabile. A questo riguardo sarebbe auspicabile un maggior impegno da parte della Regione a tutela dei nostri agricoltori che, nonostante le molte difficoltà, si impegnano nella valorizzazione del territorio.