“È indubbio che – in ogni caso – pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di far qualcosa per il paese.
Ricordi i giorni dell’UMI, le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni -di colpo- ho fatto politica in nome dello Stato…”.
L’11 luglio 1979 veniva assassinato Giorgio Ambrosoli, servitore dello Stato, testimone del nostro tempo, esempio ancora oggi di onestà e passione civile.