Venerdì 1 giugno, dalle 18, alla Cascina Parco Gallo di via Corfù 100 a Brescia ho organizzato un incontro aperto a tutti sul protagonismo delle donne nella società. Il titolo è “Fare la Repubblica. A 72 anni dal primo voto delle donne in Italia”.
Tra le protagoniste dell’impegno femminile di oggi intervengono: Lucia Castellano (Ministero della Giustizia), dirigente generale per l’esecuzione penale esterna; Claudia Calubini (avvocato); Rosangela Donzelli, responsabile legale dell’impresa sociale “La Nuvola” di Orzinuovi; Dorika Franchini, presidente Space Work srl; Donatella Marchese, sindaco di Botticino; Elisa Mensi, presidente del Consiglio di quartiere Chiusure. Sono previste altre testimonianze. Al termine, la possibilità di un aperitivo.


Un po’ di storia. La prima occasione di voto per le donne furono le amministrative del 1946: risposero in massa, con un’affluenza che superò l’89 per cento. Circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali. La stessa partecipazione vi fu per il referendum del 2 giugno. Le elette alla Costituente (su 226 candidate) furono 21 pari al 3,7 per cento: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e una dell’Uomo qualunque. Cinque deputate entrarono poi a far parte della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea per scrivere la nuova proposta di Costituzione.
Tra le 21 elette, c’era la bresciana Laura Bianchini (1903-1983). Originaria di Castenedolo, si laureò in filosofia e pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Strinse un forte legame con il mondo cattolico bresciano, in particolare con i padri Filippini dell’Oratorio della Pace. Durante il suo percorso universitario entra a far parte della Fuci e del Movimento Laureati. La sua passione per le tematiche educative la porta a collaborare con la casa editrice La Scuola, sorta all’inizio del Novecento, per la quale realizza alcuni libri scolastici. Fu protagonista della Resistenza. A Brescia, nel 1945, aiuta a fondare il Circolo della Cultura cittadino e diventa vice-direttrice della rivista Scuola e Vita, diretta da Mario Bendiscioli ed edita dalla Casa editrice La Scuola, con la quale la Bianchini collaborerà a lungo. Ancora nel 1946 Laura è eletta consigliere centrale del primo Congresso nazionale dell’Associazione Nazionale per la Scuola Italiana (ANSI). In quegli anni diventa anche membro dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) e successivamente dell’Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi (UCIIM), nel cui ambito, nel 1946, è tra gli ideatori dell’Ente Nazionale per le Scuole di Servizio Sociale, promuovendo la fondazione di sei scuole superiori in sei capoluoghi di provincia.