Grazie alle donne che hanno portato la loro testimonianza all’incontro “Fare la Repubblica. A 72 anni dal primo voto delle donne in Italia”. Ambiti di impegno differenti, esperienze e percorsi professionali diversi, ma un comune impegno, ad ogni livello, per contribuire ogni giorno a “fare la Repubblica”.
Tra le protagoniste dell’impegno femminile di oggi sono intervenute: Lucia Castellano (Ministero della Giustizia), dirigente generale per l’esecuzione penale esterna; Claudia Calubini (avvocato); Rosangela Donzelli, responsabile legale dell’impresa sociale “La Nuvola” di Orzinuovi; Dorika Franchini, presidente Space Work srl; Donatella Marchese, sindaco di Botticino; Elisa Mensi, presidente del Consiglio di quartiere Chiusure, Marina Rossi, vicepresidente Fondazione ASM, Mariagrazia Ardissone, Direttore Generale dell’IRCCSS Fatebenefratelli
Nell’introdurre l’incontro ho ricordato la figura di Laura Bianchini, unica donna bresciana, tra le 21 donne italiane, presente 72 anni fa nell’Assemblea Costituente.

Ecco un breve servizio video della serata.

Grazie Lucia, Claudia, Rosangela, Dorika, Donatella, Elisa, Marina e Mariagrazia per i vostri interventi e la vostra passione civile!

Un po’ di storia. La prima occasione di voto per le donne furono le amministrative del 1946: risposero in massa, con un’affluenza che superò l’89 per cento. Circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali.
La stessa partecipazione vi fu per il referendum del 2 giugno. Le elette alla Costituente (su 226 candidate) furono 21 pari al 3,7 per cento: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e una dell’Uomo qualunque. Cinque deputate entrarono poi a far parte della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea per scrivere la nuova proposta di Costituzione.

Laura Bianchini fu membro dell’Assemblea Costituente, ove i suoi contributi si legarono soprattutto ai problemi della scuola e della donna.

Originaria di Castenedolo, si laureò in filosofia e pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Strinse un forte legame con il mondo cattolico bresciano, in particolare con i padri Filippini dell’Oratorio della Pace. Durante il suo percorso universitario entra a far parte della Fuci e del Movimento Laureati. La sua passione per le tematiche educative la porta a collaborare con la casa editrice La Scuola.
Nei primi mesi del 1944 la prof. Bianchini entrò a far parte della brigata partigiana “Fiamme Verdi”.
Diretta emanazione delle Fiamme Verdi fu il foglio clandestino “Il ribelle”, di cui Bianchini divenne subito coordinatrice.
Laura Bianchini firmò i suoi articoli con gli pseudonimi Penelope, Don Chisciotte e Battista. Dai suoi scritti emerge il lavoro di approfondimento sulle ragioni della propria fede e la sua formazione filosofica con riferimento al personalismo cristiano, che pone al centro dell’ordine sociale la persona umana.

I concetti sul primato della persona umana e il rispetto dei diritti essenziali alla dignità della persona li ribadì nell’articolo “L’uomo e l’ordine sociale” (N.5 del 19 giugno 1944). La riforma spirituale delle coscienze è fondamentale per Penelope, convinta ritessitrice di una nuova civile convivenza: ordine sociale come ordine interiore, spirituale, che contempla la visione di nuovi valori rispettosi dei diritti sociali e della libertà: “…. la persona umana è il fine a cui l’ordine sociale – e potremo dire allo stesso modo l’ordine politico, l’ordine giuridico, è subordinato……la società è al servizio della persona umana, alla quale deve offrire le condizioni che le permettono di perfezionarsi, di svolgersi secondo i doni, le tendenze, le capacità di cui è stata dotata“.