Scarica il link di “Una disuguaglianza di lunga data”, “Giornale di Brescia”, 26 aprile 2019.

Il paese delle disuguaglianze. Con questo titolo, esattamente 41 anni, fa, Ermanno Gorrieri pubblicava, sul primo fascicolo della rivista «Appunti di cultura e di politica», stampata a Roma e poi per molti anni a Brescia, una lucida analisi sulle diseguaglianze nel nostro paese. Egli evidenziava in particolare quattro fattori.

Un primo elemento era costituito dalla situazione occupazionale, con diversità tra il Nord e il Sud del paese. Osservava Gorrieri: «Le condizioni d’inferiorità dal punto di vista occupazionale si accentuano, soprattutto nei territori depressi, per la manodopera femminile e per i giovani. Per di più, gli immigrati meridionali, quando arrivano al Nord, sono costretti in genere ad accontentarsi dei lavori più disagiati e a vivere in condizioni abitative e generali spesso disumane. Ecco dunque un’ampia fascia di lavoratori veramente diseredati: i disoccupati, i sottoccupati, i precari, gli emigrati più o meno emarginati».

Un secondo fattore era costituito dalle condizioni particolari e dalle caratteristiche di alcuni lavori, con in primo piano il tema della salute e della sicurezza nonché la piaga dei frequenti infortuni sugli ambienti di lavoro.

Un terzo fattore era costituito dal sistema retributivo, con contrattazioni frastagliate e con sistemi complessi e farraginosi, quelli che qualche anno prima egli stesso aveva condensato nel titolo di un fortunato saggio: La giungla retributiva.

Il quarto, ma non ultimo per importanza, fattore di diseguaglianza era costituito dai bilanci familiari. «Il bilancio familiare è influenzato, da un lato, dal numero dei redditi che entrano e, dall’altro, dal numero delle persone da mantenere. Questi elementi, normalmente, sono assai più importanti del livello dei redditi individuali».

Il rischio da evitare, da parte di chi era responsabile degli interventi pubblici di politica economica e sociale, era, a suo parere, quello di fare «parti uguali tra disuguali», titolo di un suo volume che richiamava esplicitamente una delle espressioni più note dell’insegnamento di don Milani.

Gorrieri, che fu in seguito presidente della «Commissione d’indagine sulla povertà» e ministro del lavoro, avrebbe proseguito la riflessione sul tema delle diseguaglianze e della povertà, anticipando alcune indicazioni che sarebbero state riprese solo decenni dopo e sulle quali anche oggi ci si dibatte nel confronto tra le diverse ricette di contrasto alla povertà e di sostegno alla famiglia.

A quarant’anni di distanza i quattro fattori di diseguaglianza elencati da Gorrieri, pur in un contesto sociale ed economico per molti aspetti mutato, interpellano ancora la politica.