È iniziato in Commissione Agricoltura l’iter del progetto di legge, che anch’io ho sottoscritto, che promuove in Lombardia percorsi di agricoltura sociale. Proprio lo scorso anno in questi giorni avevo organizzato su questo tema un incontro con il viceministro Andrea Olivero, a pochi mesi dall’entrata in vigore della legge nazionale sull’agricoltura sociale.

La norma afferma in modo più chiaro e definito che anche l’inserimento socio-lavorativo e i servizi alla persona (laboratori co-terapeutici, ortoterapia, attività per anziani, ecc.) possono essere considerati attività della multifunzionalità e della diversificazione dell’azienda agricola.

La proposta guarda al reintegro e il reinserimento di ex detenuti, detenuti in semi-libertà, soggetti con problemi di dipendenze (alcolisti e tossicodipendenti), ex-tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili, minori a rischio di devianza, giovani con disoccupazione di lungo periodo. Inoltre, prevede l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità fisica e psichica attraverso attività terapeutiche; la fornitura di servizi e prestazioni educative, formative, sociali e rigenerative e di accoglienza rivolte a persone e fasce fragili di popolazione o con particolari esigenze (anziani, bambini, minori e giovani con difficoltà nell’apprendimento, in condizioni di particolare disagio familiare o a rischio di devianza, disoccupati di lungo corso, nuove povertà, ecc.); azioni e attività volte a promuovere forme di benessere personale e relazionale (quali agri-asili, agri-nidi, agri-tata); centri per l’infanzia con attività ludiche e di aggregazione mirate alla scoperta del mondo rurale e dei cicli biologici e produttivi agricoli, alloggi sociali (social housing) e comunità residenziali (cohousing) al fine di fornire esperienze di crescita e integrazione sociale.

Credo che i punti di forza dell’agricoltura sociale siano quelli di partire dal lavoro di rete sul territorio.

L’agricoltura sociale, infatti, non è un’attività che può essere svolta efficacemente da soli, ma richiede il concorso di più competenze e professionalità ed ha bisogno di radicarsi nel territorio coinvolgendo tutte le realtà pubbliche e private.

Ecco il testo della legge nazionale n. 141/2015 in merito all’agricoltura sociale.

Ecco il testo del progetto di legge regionale (pdl 136) che discuteremo in queste settimane.