Oggi in Commissione Sanità abbiamo incontrato l’assessore al Welfare e il direttore generale di AREU in merito ai problemi relativi al trasporto dei pazienti dializzati.
Entro fine mese dovrebbe nascere una Centrale operativa integrata regionale per la gestione e il monitoraggio del servizio di trasporto.
AREU, in collaborazione con le ASST, avrà il compito di controllare che il servizio venga svolto in maniera adeguata e attenta alle necessità dei malati emodializzati.

L’Assessore Gallera ha anche affermato: “Abbiamo già avviato con Areu e in collaborazione con le Asst e i centri dialisi tenendo presenti le proposte delle associazioni dei pazienti, una rilevazione puntuale delle modalità di svolgimento del servizio di trasporto dei pazienti in dialisi nei diversi territori e delle eventuali disfunzioni presenti. Il nuovo modello ci permetterà di conoscere tutte le informazioni in tempo reale, permettendo anche di intervenire con tutta la flotta (comprese le ambulanze 118) nell’eventualità di ritardi e disfunzioni del servizio. Ci permetterà infine di registrare In modo centralizzato tutti i trasporti sanitari e sanitari semplici, monitorando i mezzi utilizzati e la corretta composizione degli equipaggi“.

ANED (l’associazione dei pazienti dializzati) aveva presentato qualche settimana fa in audizione il decalogo dei requisiti minimi per un trasporto dignitoso e di qualità, essendo il trasporto indicato come un diritto del malato direttamente dalla normativa nazionale, che stabilisce i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Questi i principali punti sottolineati: stabilire la presa in carico del malato da trasportare da parte del servizio pubblico; superare l’attuale sistema di affidamento del servizio basato sul criterio del massimo ribasso, contemperando invece qualità e costo; attribuire al medico specialista la scelta del tipo di trasporto più idoneo per il dializzato; indicare per tutti i mezzi la dotazione minima per un trasporto dignitoso e umano, con non più di tre autotrasportati per vettura; prevedere standard di viaggio che non superino la mezz’ora per il ritorno a casa dopo la dialisi; prevedere controlli appropriati, con l’istituzione di una centrale operativa di monitoraggio; coinvolgere le associazioni dei pazienti nei percorsi organizzativi; favorire i pazienti in grado di autotrasportarsi direttamente o con propri familiari, considerando in questo ultimo caso il problema del doppio viaggio, oggi escluso dal rimborso

Spero che questa nuova modalità di servizio, richiesta dalle associazioni di pazienti emodializzati dopo le molte disfunzioni registrate in questi mesi, possa dare risultati positivi.

Per ogni necessità al riguardo potete contattarmi.